Benvenuto nella
Home page del movimento politico, Insieme per Cordenons. Un gruppo
di persone che rifacendosi all’esperienza del centro-sinistra, opera
all’interno del Comune di Cordenons (PN) con i suoi 7 consiglieri comunali.Se
qualcuno vuole unirsi a noi discutendo anche via e-mail si iscriva alla
nostra mailing list mandando un messaggio di richiesta a postmaster@insiemepercordenons.org
teniamoci
collegati al sito "bandiere di pace"
la più bella foto della
guerra
L'Italia
non è in guerra, ma cosa succede sulle nostre strade?
Lunedì
17, viale Venezia Pordenone, ore 07:30. 4 volanti della polizia
bloccano in sequenza tutti i semafori della circonvallazione.
Lasciano scorrere le ultime vetture dalla statale, finchè
la strada non è completamente VUOTA. Paesaggio lunare
per l'ora di massimo traffico mattutino. Cosa succede?
Cominciano
a sfilare 4-5 auto dei carabinieri, 3 furgoncini di scorta.
finalmente
arriva il superprotetto, cosa sarà mai?
una
corriera piena di militari americani
Ma
non è finita...
Poco
dopo, riprende il traffico, ma giungono altri mezzi con una
scorta ridotta
container
e pannelli - barriera
il
giorno 21, sono passati altri mezzi, prossimamente le foto
Rachel Corrie
In
memoria di Rachel Corrie. Pacifista morta
per difendere le case di uomini mentre altri uomini volevano
abbattere
documento
terribile, ma da tenere presente nei nostri occhi, anche quando
ci dicono che i pacifisti hanno paura.
I
drammatici fatti che da tempo ormai si ripetono sempre piu'
spesso, in Iraq, in Afganistan, piu' recentemente anche
in Turchia, e la minaccia che questa spirale si allarghi
a tutto il mondo spaventano noi come, immaginiamo, tutti
voi.
Per questo abbiamo deciso di lanciare un appello per dire
basta, per chiedere a tutte le "parti in causa"
di CESSARE IL FUOCO, perche' ci sembra giunto il momento
di fermarsi a riflettere, e vorremmo che tutti lo facessero,
tutti coloro che usano le armi - siano esse bombe sganciate
dagli aerei o autobombe lanciate contro edifici.
Per una volta vorremmo che le parole sostituissero i proiettili,
che venissero prese in considerazione come strumento di
dialogo.
Insieme
con noi, lo promuovono Noam Chomsky, Ignacio Ramonet, Hans
van
Sponeck, Rigoberta Menchu, Oscar Luigi Scalfaro, Riccardo
Muti, Ermanno Olmi e molte altre persone che ritengono indispensabile
un
ritorno alla ragione e all'umanita'.
Chiediamo a tutti voi di aderire, sottoscrivendo l'appello
"cessate il fuoco" sul sito http://www.emergency.it
.
Vi chiediamo anche di far conoscere a quante piu' persone
possibile l'esistenza di questo appello, e di invitarle
a firmarlo, facendo
girare questa news o - meglio ancora - utilizzando il form
sul sito.
Su
Peace Reporter (www.peacereporter.net) troverete l'appello
in diverse lingue, quindi potrete invitare all'adesione
anche i vostri
amici all'estero. Peace Reporter pubblichera' inoltre approfondimenti,
news e interventi
sui temi proposti nell'appello.
Un'ultima cosa: se qualcuno ha riposto la bandiera arcobaleno
o lo straccio di pace, e' importante tirarli fuori, adesso.
Un abbraccio a tutti.
Marcia
Perugia Assisi 2003
dal
nostro inviato Francesco Vianello (non è di Cordenons
ma si sa ...nessuno è perfetto!)
Dopo
la manifestazione di Roma del marzo scorso, prima della
già decisa guerra in Irak, decidiamo di partecipare
anche alla passeggiatina di 25 km fra Perugia ed Assisi.
Il punto di ritrovo è sempre lo stesso: il piazzale
davanti alle scuole medie; l’orario è da discotecari
(00,30) e anche la gente è sempre la stessa: ci sono
i ragazzi della Parrocchia, i genitori dell’Associazione
Famiglie, i ragazzi della Sinistra Giovani, vari gruppi
di volontariato, tutti rigorosamente sanstinesi e delle
frazioni. Dopo poche chiacchiere all’insegna del buonumore
ben presto l’intero pullman si accoccola in un sonno
profondo, non certo comodissimo, in quanto scosso dalle
asperità della strada statale Romea e dai sibili
della auto che ci sfrecciavano a fianco a velocità
folli.
Ci risvegliamo alle 06,30 in una Perugia ancora avvolta
nel buio e immersa nel sonno dei giusti della domenica mattina.
In giro per la strade molti si riconoscono e salutano, altri
vagano disperatamente alla ricerca di una toilette con lo
scarico non ancora intasato (povere le ragazze!), altri
ancora si sdraiano in terra per recuperare le preziose ore
di sonno ormai perse.
Il rendez-vous dei manifestanti è sotto all’arco
di una porta medievale di cui non ricordo il nome, la partenza
del corteo è prevista per le 09,00, ma, come al solito,
qualcosa nell’organizzazione non va, per cui alla
fine ce ne stiamo in piedi ad aspettare, schiacciati come
sardine, per oltre due ore. Finalmente si parte alle 09,40
circa e il colorato fiume umano si muove lentamente sgranandosi
chilometro dopo chilometro, allungandosi come un serpentone,
in discesa, nella verde vallata dell’Umbria centrale.
Ci lasciamo alle spalle la città di Perugia con le
sue scale mobili accompagnati da orchestrine improvvisate,
canti e cori del tipo “Bella ciao”.
Ben presto comincia a farsi sentire la stanchezza della
marcia e quella accumulata nello scomodo viaggio notturno,
molti fanno delle piccole soste per poi ripartire, altri
mollano del tutto. Al 13° km ero distrutto e credevo
di essere ormai arrivato a destinazione, quando invece ho
saputo che si era solamente arrivati a metà del tragitto
allora ho cominciato a dubitare che avrei visto Assisi prima
di sera! Invece, passo dopo passo, rallentando fino all’inverosimile,
facendoci coraggio gli uni con gli altri, siamo riusciti
ad ingannare la stanchezza e a procedere finché in
lontananza, sotto ad un monte, abbiamo intravisto una città
che si è poi rivelata essere quella di San Francesco.
E’ proprio vero: quando in un cammino intravedi la
meta, seppure lontana, affronti il viaggio e le difficoltà
con tutt’altro spirito… mi vengono allora in
mente metafore e analogie con la mia vita di tutti i giorni.
Poi tra la folla scorgo, poco più avanti a me, le
sagome inconfondibili di Piero e Massimo circondate da giornalisti
e da bandiere come la mia. Questo è un ulteriore
toccasana per il morale che è ora alle stelle, vedo
Assisi a pochi km davanti a me, arrivo a Santa Maria degli
Angeli che non sento nemmeno più i piedi, allora
mi tolgo scarpe e calzini e cammino a piedi nudi sull’asfalto:
che piacevole massaggio! Mi accorgo di non essere l’unico,
allora la puzza non è solo la mia… mal comune
mezzo gaudio! Faccio merenda con amici e compagni, poi due
giretti fra le decine e decine di bancarelle dei vari mercatini
eco-solidali e già si fa sera, è ora di rientrare.
Saliamo in autobus alle 18,30, si parte mezz’ora dopo
col tramonto che illumina la città vecchia, appena
il tempo di vedere un panorama mozzafiato e di nuovo si
crolla esausti in un sonno con un unico sogno che ci accomuna
tutti: pace e giustizia in tutto il mondo, no alle guerre
per il petrolio! Francesco Vianello
Per
quelli che pensano che i pacifisti fanno differenze tra
morti di serie A e serie B
Trimestrale
EMERGENCY n. 25 - dicembre 2002 Uccidere
Abele?
L’
11 settembre 2001 non è solo il giorno in cui sono
crollate due torri, è soprattutto il giorno in cui
è stata eseguita la sentenza di morte contro migliaia
di persone condannate dall’essere salite, quella mattina,
su un ascensore o un aereo.
Chi manda un kamikaze imbottito di esplosivo a fare strage
in una discoteca, a una stazione d’autobus, o sull’autobus
stesso, condanna a morte, consapevolmente, un numero casuale
di esseri umani la cui identità gli è del
tutto indifferente.
Chi risponde bombardando centri abitati perché immagina
vi si trovino, fra tanti altri, anche mandanti, amici o
parenti di un kamikaze… anche costui condanna a morte
esseri umani innocenti.
Condanna a morte esseri umani innocenti
anche chi manda cinquanta donne e uomini in un teatro di
Mosca con il progetto di farlo saltare con i casuali spettatori.
Se poi il presidente russo Vladimir Putin, per sottrarsi
a questa situazione difficilissima anziché affrontarla,
decide di trasformare quel teatro in una camera a gas, il
presidente Putin, con atto consapevole e responsabile, condanna
a morte esseri umani innocenti.
I
diktat che il presidente Usa lancia al mondo e all’Onu
per una nuova guerra all’Iraq hanno molte possibili
cause o spiegazioni. Tra molti effetti ipotizzabili, tuttavia,
ogni guerra uno certo ne ha: le vittime innocenti e civili.
G.W. Bush ha promosso la sua carriera di politico confermando
qualsiasi condanna a morte passasse sul suo tavolo di governatore
del Texas. In questa veste, è un’antica conoscenza
di «Nessuno tocchi Caino», una delle organizzazioni
più attive contro la pena di morte.
Oggi, giudice a latere il primo ministro britannico, G.W.
Bush pronuncia sentenze di morte contro ignoti, casuali
Abele, indeterminati ma certi.
Tre
volte in poco più di un decennio, il Governo e il
Parlamento italiani, dicendo sì alla guerra, hanno
detto sì all’uccisione di un numero indeterminato
di esseri umani, hanno deliberato la loro condanna a morte.
Fossero iracheni, serbi o afgani, i «mostri»
presentati da accurate campagne di stampa non sono stati
i soli destinatari delle bombe. Come persone fisiche, non
ne sono stati raggiunti affatto.
È invece certo che, in ossequio a decisioni assunte
o condivise dal Governo e dal Parlamento italiani, sono
state stroncate le vite di civili innocenti e inermi. (Anche
sulla personale colpevolezza dei militari comandati a combattere
sarebbe ragionevole interrogarsi).
Le
«vittime innocenti» sono una delle pochissime
certezze, quando si intraprendono «azioni militari».
«Inevitabili effetti collaterali» si dice per
alludere con ritegno a queste vittime innocenti, non colpite
da un avverso destino, ma da consapevoli scelte di indivi-duabilissimi
loro «fratelli».
Effetti senza dubbio inevitabili, se si dà una guerra.
Effetti evitabili evitando la guerra.
C.G.
La ringrazio, Lei e' un grande leader. Grazie George W.
Bush. Grazie per averci dimostrato quale pericolo rappresenti
Saddam Hussein. Molti di noi avevano forse dimenticato che
egli aveva utilizzato armi chimiche contro
il suo stesso popolo, contro i Curdi e contro gli Iraniani.
Hussein e' un dittatore sanguinario, una delle espressioni
piu' manifeste del Male che esistano al giorno d'oggi. Ma
ci sono altre ragioni per ringraziarLa. Nel corso dei primi
due mesi del corrente anno, Lei ha imostrato al mondo intero
molte altre cose importanti, per le quali merita la
nostra riconoscenza. E cosi', ricordandomi una poesia che
aveva appreso da piccolo, mi accingo a dirle grazie.
Grazie di aver mostrato a tutti che il popolo turco, e il
suo parlamento, non e' in vendita, neppure per 26 miliardi
di dollari. Grazie di aver rivelato al mondo intero il gigantesco
abisso che esiste tra le decisioni dei potenti e i desideri
del popolo. Di aver dimostrato con chiarezza che Jose' Maria
Aznar e come lui Tony Blair non hanno alcun rispetto per
la voce di chi li ha eletti, e non la tengono
in nessun conto. Aznar e' capace d'ignorare che il 90% degli
spagnoli si oppone alla guerra, e Blair non ha prestato
alcuna attenzione alla piu' grande manifestazione
pubblica mai fatta in Gran Bretagna negli ultimi trent'anni.
Grazie, perche' la sua perseveranza ha costretto Tony Blair
a presentarsi al parlamento britannico
con un dossier truccato, redatto da uno studente una decina
d'anni fa, e presentato oggi come 'prova irrefutabile raccolta
dai servizi segreti britannici'. Grazie per aver
fatto in modo che Colin Powell si esponesse al ridicolo,
presentando al Consiglio di Sicurezza dell'ONU delle foto
che, una settimana dopo, sono state pubblicamente
contestate da Hans Blix, ispettore responsabile del disarmo
dell'Iraq. Grazie, perche' la sua posizione ha permesso
al
ministro degli esteri francese Dominique de Villepin di
pronunciare un discorso contro la guerra che gli ha garantito
l'onore di essere applaudito in sessione plenaria (cosa
che, per quel che ricordo, e' accaduto solo un'altra volta
in tutta la storia dell'ONU, in occasione del discorso di
Nelson Mandela). Grazie, perche' in virtu' dei suoi sforzi
in favore della guerra le nazioni arabe,
generalmente divise, si sono per la prima volta unite condannando
unanimemente l'invasione (e' accaduto durante
l'incontro del Cairo, l'ultima settimana di febbraio).
Grazie, perche' con la sua retorica affermazione che 'l'ONU
aveva una possibilita' di dimostrare la sua importanza',
persino i paesi piu' refrattari hanno finito per prendere
posizione contro l'attacco all'Iraq. Grazie per la sua politica
estera, tale da indurre il ministro degli esteri britannico
Jack Straw a dichiarare in pieno XXI secolo che
'una guerra puo' avere giustificazioni morali', facendogli
cosi' perdere ogni credibilita'. Grazie per aver cercato
di dividere un'Europa che sta lottando per la sua unita':
questo avvertimento non verra' ignorato. Grazie per essere
riuscito a fare qualcosa che pochi altri hanno saputo fare:
riunire milioni di persone, su tutti i continenti, sulla
base di un unico ideale, anche se quell'ideale era esattamente
l'opposto del suo. Grazie per averci fatto
sentire che le nostre parole, anche se non vengono intese,
sono perlomeno pronunciate. Questo ci dara' nuova forza
per il futuro. Grazie per averci ignorato, per aver minimizzato
e umiliato qualsiasi presa di posizione contro le sue posizioni,
perche' l'avvenire della Terra appartiene agli
esclusi. Grazie perche', senza di lei, non ci saremmo mai
resi conto della nostra capacita' di mobilizzazione. Forse
oggi come oggi non servira' a nulla, ma di sicuro potra'
esserci utile in futuro. Visto che i tamburi di guerra sembrano
ormai risuonare con piglio irreversibile, voglio
fare mie le parole che un regnante europeo indirizzo' una
volta a un invasore: 'Che questa mattina sia bella per voi,
e che il sole brilli sulle armate dei vostri soldati, perche'
questo pomeriggio saranno in rotta'. Grazie per aver permesso
a tutti noi, esercito di anonimi che marcia
per le vie nel tentativo di arrestare un processo ormai
inarrestabile, di scoprire questa sensazione d'impotenza,
che impariamo ad affrontare e a trasformare. E quindi approfitti
pure della mattinata, e di quel po' di gloria che ancora
puo' arrecarle. Grazie, perche' Lei non ci ha
ascoltato e non ci ha preso sul serio. Sappia invece che
noi l'ascoltiamo e che non dimenticheremo quali sono i suoi
propositi. Grazie, George W. Bush. Lei e' un grande leader.
Grazie di cuore.
Paolo Coelho, scrittore
Traduzione dal francese di Sergio Orrao - Traduttori per
la Pace
Testo originale:
Il primo paziente del Centro protesi di Medea che Emergency
ha assunto come assistente nel laboratorio ortopedico si chiama
Ayoub, ha 19 anni e tre anni fa ha perso una gamba per l'esplosione
di un ordigno nel suo campo.
Dopo l'incidente Ayoub aveva perso il lavoro e non ha potuto
continuare gli studi, come sempre accade soprattutto in contesti
"difficili"; anche in Algeria Emergency privilegia
i disabili nella scelta dello staff nazionale per dare loro
una opportunita' di tornare membri attivi e produttivi della
societa'.
Il Centro protesi e riabilitazione di Medea, che si chiama
"Amel" (speranza) ha accolto i primi pazienti il
5 agosto scorso, mentre la prima protesi h stata applicata
il 20 dello stesso mese.
Il progetto di Emergency di aprire un Centro Protesi in Algeria
per le
vittime del terrorismo nasce su richiesta delle autorita'
algerine. Nella zona la lista di pazienti in attesa di una
protesi e della necessaria riabilitazione conta oltre 400
persone, con una significativa presenza di vittime di atti
terroristici. Chi oggi porta le conseguenze piy gravi dell'estrema
violenza degli atti terroristici degli ultimi anni, sono soprattutto
le popolazioni delle montagne intorno a Medea che di fatto
non hanno mai avuto accesso alle strutture sanitarie nazionali
e che sono costretti a vivere con arti amputati o con protesi
assolutamente inadeguate.
A partire dal mese scorso h stato anche possibile ricoverare
i primi pazienti utilizzando due piccole corsie di degenza
dell'ospedale adiacente: anche chi viene da lontano ha ora
la possibilita' di rimanere a Medea il tempo necessario per
le cure.
Anche nell'ospedale di Goderich, in Sierra Leone, un ex-paziente
h stato assunto; potete leggere la sua storia in "medici
di guerra inviati di pace" (www.emergency.it/mdgidp).
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fonte: Nicoletta Marcon - mailto:nicoletta@emergency.it gruppo:
Sede
Teresa Sarti a Massa Carrara.
Giovedi' 30 Ottobre alle ore 18.00 Teresa Sarti sara' presente
al Palazzo Ducale di Massa per l'incontro/dibattito promosso
dalla Provincia di Massa Carrara dal titolo "Adotta un
Ospedale". La Provincia, infatti, ha sostenuto la Campagna
di Emergency devolvendo il ricavato del concerto degli Inti-Illimani
al Centro Ustionati di Erbil in Nord Iraq.
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Genova 27 novembre: Tavola rotonda con Marco Garatti
Nell'ambito del Festival delle scienze, il dott. Marco Garatti,
medico chirurgo di Emergency, partecipera' alla Tavola rotonda
"La medicina di emergenza nel terzo mondo:Interventi
e dinamiche specifiche.
Lunedi' 27 novembre - Biblioteca Berio Sala Lignea - h.15.00
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Giovedl 30 Ottobre allo Stadio comunale di Spoleto h prevista
la partita di calcio "Fortis Spoleto per Emergency".
La serata si aprir` alle 20.00 con interventi di Massimo Brunini,
Sindaco di Spoleto, e di Franco Passalacqua, coordinatore
umbro di Emergency.e proiezione del filamato 'Soran'.
Quindi breve performance dei Pulcini dello Spoleto Calcio,
e inizio della gara Fortis Spoleto vs Fortis Spoleto Juniores,a
fine partita vino e panini per tutti.
L'entrata h ad offerta libera ed il ricavato della serata
sar` interamente devoluto ad Emergency
Saremo presenti con un banchetto informativo e di raccolta
fondi.
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fonte: ketty agnesani - mailto:ketty@emergency.it gruppo:
Sede
CAMBIAMO FINANZIARIA
Nel sito www.sbilanciamoci.org si possono leggere le motivazioni
e il testo della quarta "controfinanziaria" preparata
da Sbilanciamoci: "una coalizione di trenta organizzazioni
della societ` civile che elabora un rapporto annuale nel quale,
oltre a dare una lettura complessiva degli orientamenti di
politica economica che emergono dalla legge Finanziaria e
dal Bilancio dello Stato, sviluppa proposte alternative, puntuali
e sostenibili su come usare la spesa pubblica per la societ`,
l'ambiente e la pace".
Emergency aderisce all'iniziativa sin dal suo primo anno
(2000), con particolare attenzione, ovviamente, ai temi dei
diritti e della pace che vi trovano spazio e rilievo.
E' possibile sostenere questa "controfinanziaria",
manifestando condivisione del suo contenuto, firmando la petizione
"Cambiamo finanziaria" sul sito http://www.sbilanciamoci.org/petizione2003/.
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fonte: Paolo Piagneri - mailto:superparo@hotmail.com gruppo:
Livorno
Cena per Emergency al Cafe' Vanilla a Livorno
Venerdi 31 ottobre il Cafe' Vanilla -piazza Barontini angolo
via Cadorna- organizza una cena, i cui ricavati al netto delle
spese, saranno destinati ad Emergency per il finanziamento
del suo nuovo ospedale in costruzione a Kerbala (Iraq)
Per la partecipazione alla cena e' prevista la prenotazione
che puo' essere effettuata presso il locale al numero 0586/882513.
Alle ore 19:00 e' previsto l'aperitivo aperto al pubblico
e alle ore 21:00 iniziera' la cena.
All'interno dell'evento vi sara' anche la proiezione di un
filmato di Emergency e un banchetto con gadget e materiale
informativo riguardante l'associazione.
Sara' presente anche una mostra fotografica di Luigi Garrutto
Durante la serata sara' allottato un quadro di MYMIND il
cui ricavato sara' devoluto all'associazione
Costo della cena: 18 EURO
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fonte: Gianfranco Marino - mailto:gianfranco@emergency.it
gruppo: Roma
'Il diavolo di mezzogiorno'
Venerdl 7 Novembre alle ore 22 al Big Mama di Roma presentazione
ufficiale del cd "Il diavolo di mezzogiorno" della
Scraps Orchestra. Tutti gli utili della vendita del cd e della
serigrafia di Dario Fo' saranno interamente devoluti a Emergency
per il progetto ospedale "Salam" di Karbala in Iraq
e alla coop C.H.V onlus di Suzzara (MN) per il progetto habitat
sociale casa appartamenti per portatori di handicap psicofisico
senza famiglia.
Il cd che contiene contributi di Lella Costa, Dario Fo, Alda
Merini e Franco Rotelli, sar` in vendita per la collana "I
cd del Manifesto" presso le librerie Feltrinelli, nei
negozi del commercio equo-solidale (per maggiori info Borderland-associazione
di confine: spiazziamoli@virgilio.it)
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fonte: maurizio merlotti - mailto:emergencysesto@emergencysesto.it
gruppo: Centro di coordinamento di Sesto
Inaugurazione della sede di Sesto San Giovanni (Mi)
il 5 novembre inauguriamo la nuova sede del Coordinamento
di Emergency in Via Giardini, 50 - Sesto San Giovanni.
Il programma prevede:
ore 18 - Presso il Palazzo Comunale - P.za Resistenza incontro
in sala Giunta tra il Sindaco Oldrini, la giunta e gli esponenti
politici sestesi con la Presidente di Emergency Teresa Sarti
ore 18,30 inaugurazione sede
Iniziativa
dei cittadini di Nogaredo
Un
gruppo di famiglie del quartiere di Nogaredo si è riunito
la sera del 20/03, decidendo di dare vita alle seguenti iniziative,
volte ad esprimere il ripudio, nello spirito dell'art.11 della
nostra Costituzione, della guerra unilaterale portata dagli
Usa in Iraq:
1) far scattare l'allarme di case e auto, per 1 minuto, alle
ore 20.00, tutte le sere, per tutta la durata della guerra;
2) scendere in strada e riunirsi con cartelli
e bandiere di pace in un piazzale del quartiere, per condividere
i sentimenti di sdegno per l'azione bellica in corso e di
solidarietà per le sofferenze della popolazione civile;
3) accendere un lumino alle finestre, tutte
le sere, per commemorare le vittime civili di questa guerra
e di tutti gli atti di guerra e di terrorismo.
Tali iniziative sono state messe in atto la
sera stessa del 20 marzo, registrando l'adesione di una decina
di allarmi e con un raduno nel piazzale di via Carli di circa
25 persone.
La prossima azione sarà di diffondere
questo testo (di cui è stato redatto un comunicato
stampa già inviato ai giornali locali) fra gli abitanti
del quartiere, per allargare sempre di più il numero
degli aderenti.
Ci "sentiamo" e vediamo stasera
alle 20.00 con gli allarmi e con le bandiere della pace nel
piazzale di via Carli.
Invitiamo tutti i cittadini amanti della pace
ad aderire alle suddette iniziative in tutti i quartieri di
Cordenons.