FOLPINA COMMEDIA
Canto I
Nel mezzo di Folponia c’è una piazza
ov’è un palazzo grigio alquanto brutto
da anni occupato
da una razza
di
Avean promesso cose mirabolanti:
pane e lavoro, financo il prosciutto,
di abbassar le tasse a tutti quanti,
di metter alle tariffe forti sconti.
Lo popolo li accolse come santi,
a dargli voti molti furon pronti,
coltivando l’illusion e la speranza,
e glieli confermarono senza affronti.
E dopo 10 anni di governo da paranza,
Folponia resta percossa e avvilita,
ferita a morte da cotanta arroganza
che l’ha deturpata, offesa e atterrita.
Quel che avean promesso sì raggianti
l’han rimangiato alla prima uscita:
hanno tassato financo i lampeggianti;
e intanto si dedicavano ai loro affari
fra speculazioni, cave, appalti e impianti.
Una cava a Villa d’Arco senza pari,
due discariche di immani proporzioni,
un debito sì grande per tutti noi ignari:
calcolato, in euro, fan ventotto milioni
divisi per
ognuno, son davvero tanti,
fa quasi 2000 euro per tutti i folponi.
E loro ripetono,
da veri commedianti,
“Tutto va bene”, come fosse niente,
tentando di fregarci di nuovo tutti quanti.
Ma il popolo di Folponia sì paziente,
attende che s’apra l’urna il 9 aprile
e con la scheda votare finalmente
per mandare costoro in un canile:
Forza Italia, AN, un poco l’Udc, la Lega
che oggi si beccano come galli da cortile.
La CAVA delle libertà mai più ci frega,
stavolta voteremo per l’UNIONE,
portando Carlo
Allora il 10 aprile canteremo una canzone,
per festeggiare infine il vero cambiamento
che è la libertà nella partecipazione:
portare la
democrazia a compimento
facendo governare i cittadini
attraverso consulte, comitati più di cento
ascoltando l’opinione dei bambini
progettando a
misura d’uomo la città
preservando la natura, l’acqua, i pini
rispettando i sani principi di onestà
governando in modo
serio e paziente
ascoltando l’opinione di tutti, con umiltà,
realizzando progetti
per la gente:
piste ciclabili, cultura, case popolari;
per gli speculatori invece niente.
Considerando tutti
quanti come pari
senza arroganza e senza prepotenza,
accettando i controlli più amari,
ponendo l’uomo
al centro della scienza,
adottando procedure
trasparenti,
restaurando legalità
e conoscenza,
uccise da leghisti, fascisti e consulenti,
chiamando giovani,
donne, anziani
a governare insieme, senza infingimenti,
facendo di Folponia a cento mani
una città viva,
serena e rispettata
come non lo è
stata in questi tempi insani.
A cura di Natale Sorrentino