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Nel
dibattito politico che affianca la campagna elettorale per l’elezione
del sindaco a Cordenons sono emerse alcune posizioni che meritano una
lettura e una interpretazione.
La prima è quella di una brava giornalista di un quotidiano locale.
E riguarda i programmi dei candidati: “si potrebbe chiudere gli
occhi e tirare a sorte…perché i programmi dei sei candidati
cordenonesi sono tutti molto simili”. E’senz’altro una
semplificazione anche perché persone semplici sono quelle che leggono
i giornali. L’analista e il politologo, l’uomo di partito
e l’intellettuale una loro idea se la sono già fatta. E sanno
già per chi votare.
Ma è utile ritornare su questa “somiglianza” fra tutti
i programmi. Se è stata intravista da un giornalista non è
inverosimile che anche molti cittadini siano propensi a condividere questa
posizione. Ed è qui che è importante non solo leggere ma
interpretare. Interpretare vuol dire anche e in modo particolare riferire
ad un contesto, che spiega termini altrimenti ambigui o peggio equivoci
se isolati. Nella Bibbia c’è scritto infatti “Dio non
esiste” E l’ateo esulterebbe. Se non sapesse che poi il Libro
prosegue “così pensa l’empio in cuor suo”. E’
il contesto che spiega il testo. Altrimenti potremmo paradossalmente trovar
analogie tra frasi del Vangelo e proposizioni del Mein Kampf. Ed è
questa la contestualizzazione, che implica necessariamente una interpretazione,
che deve esser fatta. Ma il buon senso aiuta là dove manca la cultura.
Ed è sicuro che gli elettori, per i quali queste elezioni non sono
quella “notte in cui tutte le vacche sono nere”, sanno distinguere
e valutare.
Per quanto poi riguarda i programmi delle altre liste non sono stati analiticamente
analizzati. Di fatto quello dell’Unione, quando molti raggruppamenti
politici non avevano ancora un candidato sindaco, e figurarsi un programma,
era stato ufficializzato e puntualmente illustrato all’Aldo Moro
già alla fine di gennaio. Non risulta che qualcuno si fosse già
esposto in questo senso.
E poi non dimentichiamolo: le idee camminano sulle gambe delle persone.
Fuor di metafora: è il candidato, con la sua storia, i suoi valori
e i suoi principi che viene scelto, un “individuo”, che per
quanto ci si sforzi, esula da tentativi di schematizzazione, che risulterebbero
sempre parziali e quindi riduttivi e mortificanti. Come ogni semplificazione.
L’altra è una riflessione a margine di una affermazione fatta
da un candidato sostenuto da un partito dell’attuale maggioranza
che si è fatto la sua idea di futuro per la città di Cordenons
che “può, secondo lui, diventare la seconda città
della provincia e la terza in regione”. Una città quindi
che dovrebbe diventare più grande di Sacile. Il giardino della
Serenissima ha superato infatti i ventimila abitanti. Cordenons dovrebbe
puntare a venticinquemila! Più abitanti e quindi più case,
più case e quindi più edilizia. Dovremmo, quasi, quasi,
mettere in conto una guerra di conquista territoriale con san Quirino
se volessimo avere anche una città più estesa. Tutto questo
ricorda un po’ quei giochi verbali dei bambini su “chi ce
l’ha più grande”. Si risolvevano poi in battute e barzellette.
Con il solito inglese, il francese, il tedesco e ovviamente, l’over
the top, l’italiano che li batteva tutti. O come quell’altro
ingenuo a chi “la fa più lontano…”, salvo poi
l’improvvisa folata di bora contraria con le ridicole conseguenze.
Solo che qui non si tratta di giochi se non economici, dietro ai quali
ci sono i soliti “poteri forti” che indirizzano la politica.
Le conseguenze sarebbero drammatiche. Perderebbe Cordenons un’ultima
possibilità di salvarsi da un’invasione cementificante e
con queste le ultime e più importanti ricchezze che sono quelle
ambientali. E non le resterebbe che asciugarsi le gambe. Per sempre.
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